Oggi le possibilità di salvarsi nel caso
di un infarto in atto sono legate alla tempestività con cui si viene curati: L’angioplastica,
(riapertura dell’occlusione \ registrazione
con il rilascio di una reticella di rinforzo – stent ) se effettuata nel giro di 90 minuti, aumenta
la possibilità di sopravvivenza.
Proprio per il perfezionarsi delle
tempistiche, i decessi per infarto in ospedale sono scesi al 4% soltanto dai
casi trattati (dati ANMCO). A volte il dolore toracico può essere un allarme e
indicare l’inizio di una diminuzione del flusso sanguigno attraverso le arterie
coronariche (angina pectoris).
La tempestività della diagnosi e delle
cure è fondamentale. Nei casi a rischio cardiovascolare, vale a dire nei
soggetti in sovrappeso, affetti da ipertensione, diabete mellito, fumatori o la
dove esistano condizioni predisponenti come vizi valvolari, aritmie, problemi
tiroidei, il controllo del cardiologo è fondamentale.

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